Capo d’Armi

Procedendo in direzione sud sulla superstrada Jonica 106, dopo la località Lazzaro, si incontra la maestosa Rupe di Capo d’Armi. La strada prosegue sotto la roccia concedendo ai viaggiatori un bel panorama sullo stretto.
La rupe di Capo d’armi è una grande formazione rocciosa la cui altezza raggiunge i 135 metri con una dritta parete a strapiombo. La formazione rocciosa è in contrasto con il paesaggio circostante che degrada dolcemente verso il mare. In epoca greca veniva chiamato Leukopetra Akroterion, nel periodo romano invece Leucopetra Promontorium.
Capo d’Armi viene considerato il punto in cui termina lo Stretto di Messina, difatti si trova nel punto di massima distanza tra la costa calabrese e quella siciliana. Sul lato nord del promontorio si trova la cava di pietra reggina o pietra di Lazzaro, molto usata in edilizia per la realizzazione di arredo urbano.
Al di Sopra del rupe di Capo d’Armi si trova il Faro che fu attivato 1867 e fu rimodernato nel 1959. La bella torre bianca ha pianta ottagonale e sorge su un fabbricato a due piani. L’area si può raggiungere in auto ed è uno dei punti panoramici più belli della zona, la visuale infatti spazia sullo stretto di Messina e sulla maestosa Etna. L’accesso al faro è interdetto se non previa autorizzazione da parte del custode.
Alla base del lato sud della rupe sorge il moderno Hotel Ristorante Paradiso, nota struttura ricettiva che gode di meravigliosa posizione panoramica sullo stretto, inotre è il punto di partenza ideale per chi vuol scoprire l’affascinate territorio della costa jonica o Costa dei Gelsomini. Superando Capo d’Armi si raggiunge Saline Joniche, Pentedattilo, Melito P.S., Condofuri, Bova e altre importanti località di mare.

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