Il Sentiero Azzurro o del Tracciolino sul monte Sant’Elia

Il Sentiero Azzurro o del Tracciolino sul monte Sant’Elia

Il Sentiero Azzurro o del Tracciolino sul monte Sant’Elia
Sant’Elia negli ultimi anni ha nuovo estimatori, gli appassionati di trekking che arrivano qui a Sant’elia attratti da Sentiero Tracciolino.

Il sentiero del tracciolino, definito anche sentiero azzurro, è un vero e proprio “balcone” sullo stretto, procede a mezzacosta tra infinite meraviglie vegetazionali poste ad ogni passo con uno sfondo pressoché unico, riesce davvero a prendere dall’inizio fino alla fine, l’attenzione di ogni turista, fotografo, naturalista, appassionato con mille differenti inquadrature su questo tratto fantastico del mediterraneo. Lo sguardo riesce a spaziare da Capo Vaticano fino a Scilla e all’imbocco settentrionale dello stretto di Messina senza tralasciare la possibilità di sbirciare sull’Etna e di contare una ad una le isole Eolie, dalle più vicine alle più lontane.
Insomma, un panorama mozzafiato continuo, apprezzato da turisti ed escursionisti di tutto il mondo.La sua storia parte da lontano, il Tracciolino è davvero un antico sentiero, può raccontare storie di passaggi di uomini, animali, di acqua, cibo, probabile spettatore di millenarie leggende di lotte e guerre mitologiche, e ora come un tempo, il suo più avanzato promontorio, permette di osservare migrazioni primaverili di falchi pecchiaioli o l’inseguire con lo sguardo più di un gheppio o poiana o ancora corvi imperiali la cui casa potrebbe rimanere nelle stesse vicinanze, tra gli anfratti rocciosi che dominano l’intero promontorio.

L’escursione parte proprio da Monte S. Elia, il punto di riferimento sono proprio le tre Croci, dove un piccolo sentiero scenderà vertiginosamente su di una dorsale fino alla sterrata che via via diventerà sentiero e che stringerà al punto di diventare un vero e proprio senso unico coperto spesso da felci ma che permette nonostante tutto una atmosfera davvero particolare. Proseguendo verso sud lasceremo la vista della cittadina di Palmi perché rapiti dal mare e dai mille colori che le numerose calette mostreranno. Nelle giornate terse, si riesce ad avvistare davvero tutte le isole e parte della costa nord della Sicilia almeno fino a capo Milazzo, un vero preludio per le macchine fotografiche. Raggiungeremo dunque il tratto più estremo con vista sul ponte di Bagnara per poi cominciare a risalire e raggiungere i panoramici piani della Corona per poi ancora dopo, ritornare al punto di partenza

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