Motta San Giovanni

A 500 m di altezza su di un colle posto tra Reggio C. e Melito Porto Salvo domina lo stretto di Messina. Le sue origini risalgono all’epoca romana. Il primo villaggio dipendeva quasi sicuramente dal Castello di Santo Aniceto .Fino agli ’50 l’economia è stata essenzialmente agricola. Tra il 1912 ed 1913 fu aperta una centrale idroelettrica, per questo Motta San Giovanni fu il primo paese della costa jonica ad essere fornito di energia elettrica. Motta San Giovanni è anche nota per la lavorazione della pietra reggina che ancora oggi viene estratta dal promontorio di Capo d’Armi. Molti curiosi giungono fin qui attratti dalle rovine del castello Sant’Aniceto: è una fortificazione bizantina costruita nella prima metà dell’XI secolo sulla cima di un’altura rocciosa. Rappresenta uno dei pochi esempi di architettura alto medievale calabrese, nonché una delle poche fortificazioni bizantine sottoposte a lavoro di restauro e recupero. Fungeva da luogo di avvistamento e come rifugio per le popolazioni che furono costrette a fuggire dalla costa a causa delle scorribande dei saraceni . Nel 1050 la fortezza fu conquistata dai normanni, che la ampliarono con l’aggiunta di torri rettangolari. Fu conteso durante le guerre tra Angioini ed Aragonesi, ma nel 1321 fu consegnato agli Angioni. Solo da qualche anno il castello è rientrato tra i complessi architettonici meritevoli di restauri conservativi per la sua valenza storica e culturale.

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