Pentedattilo

Frazione di Melito P.S., è un paese di mezza costa, situato tra le fiumare di Melito e di S.Elia, sulle pendici del monte Calvario ai piedi di una rupe a cinque punte che ricorda la forma di una mano, dalla quale deriva il nome di origine greca. L’attuale impianto urbano risalente all’alto medioevo non reca tracce evidenti dell’originario nucleo ellenistico-romano. I resti delle mura e del castello attestano che il borgo medievale nasceva come luogo fortificato, la successiva estensione verso sud fu una scelta obbligata dalla presenza della grande rupe a nord. Si narra che nel 1680 fu compiuta nel castello la strage quasi completa degli Alberti ad opera di un servo traditore del Conte Abenavoli, il quale si innamorò della bella Antonietta, sorella del Marchese Alberti il quale non ne volle sapere. L’ira scattò ed il Conte Abenavoli non ebbe pietà per nessuhno, solo di fronte la bella Antonietta calmo il suo furore omicida. I due principali terremoti che hanno interessato il territorio di Pentidattilo (1783,1908) hanno innescato processi di degrado sia territoriale sia strutturale portando al definitivo abbandono del centro. Il paese, dunque, non più abitato, si può visitare solamente a piedi, ed è proprio percorrendo le sue stradine e i suoi sentieri, ricchi di scorci interessanti, che si possono ammirare le sue casupole, la chiesa dei Santi Pietro e Paolo e il Castello. Dagli anni ottanta , grazie ad un’associazione di giovani provenienti da tutto il mondo iniziò un lento cammino di recupero. Oggi Pentedattilo rappresenta una tappa obbligata per il turista in cerca di luoghi magici da scoprire. Il Pentedattilo Film Festival ha contribuito a promuovere questo gioiello che per troppi anni è stato dimenticato ed abbandonato dai calabresi.

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